Telefonino mon amour
Finora, le priorità del marketing del settore sono stati estetica e design sempre più accattivanti, tecnologie e funzioni sempre più avanzate. Ma mentre nell’universo delle autovetture del prefisso ECO se ne fa persino abuso (effetto soprattutto delle leggi contro l’inquinamento), nel campo della telefonia mobile troviamo una legislazione ancora troppo permissiva e produttori poco sensibili.
Così, ancora oggi, sulla soglia della green economy globale, in cima alle scelte dei produttori non troviamo telefonini ecocompatibili e nemmeno imballaggi a basso impatto ambientale.
Eppure il rischio ecologico è fondato e per cogliere il problema basta considerare che: per costruire un telefonino di 100 g occorrono 30 kg. di materiali, molti dei quali sono tossici e dannosi per l'ambiente e per noi stessi; a causa dei continui cambi di tecnologia e un market6ing sfrenato che ci spinge a desiderare sempre l’ultima novità in un mercato semplicemente gigantesco (solo in Italia si vendono 17 milioni di cellulari all'anno); gli apparecchi hanno vita brevissima (mediamente 18 mesi).
Un'inchiesta di Altroconsumo ha preso in esame 19 apparecchi tra le marche più diffuse (9 monoblocco e 10 a scorrimento) e ne ha verificato l'impatto ambientale: il risultato è che oltre la metà non sono riciclabili e sostanzialmente non ecosostenibili.
Accurate analisi chimico-fisiche hanno rilevato la presenza di piombo e di altri metalli nocivi non contemplati o banditi nella normativa Ue come il nichel, che può sviluppare reazioni allergiche e che è stato riscontrato i quantità significative in 12 modelli su 19. Il dettagliato studio di Altroconsumo spiega anche che "un telefonino facilmente smontabile si traduce nella possibilità di riciclare le varie parti che lo compongono" ma rileva anche che questa condizione si verifica solo nel 50 per cento degli apparecchi, sia perché sono difficilmente smontabili (le componenti non sono tenute insieme a incastro ma per mezzo di colle, anch’esse spesso nocive, e viti) e i materiali in essi impiegati risultano spesso non riciclabili".
Il problema appare complesso alla luce di quella che è una vera propria mania di massa per i cellulari. Ancor più complesso se si considera che la legislazione in materia a livello europeo è troppo vaga e ricca di contraddizioni: si vieta l'utilizzo di diverse sostanze pericolose consentendo comunque delle eccezioni che vengono usate come scappatoie dai produttori. Non ci resta che aggrapparci con un certo ottimismo ai primi sintomi di rivoluzione verde che si percepiscono anche in questo settore. Ma aspettando che istituzioni e produttori spingano il mercato dei cellulari sulla retta via, cercate di dare una mano all’ambiente gettando il vostro cellulare fuori uso nelle "piazzole ecologiche" allestite dalle aziende di nettezza urbana oppure, quando è possibile, consegnandolo al negozio dove acquisterete il nuovo telefonino.